STATEMENT:

L’opera di Joys si compone di 11 teli monumentali, ciascuno delle dimensioni di 4 metri per 1,50 metri, disposti in sequenza per formare un’installazione immersiva. Il lavoro si basa sulla scomposizione del nome “Joys” su quattro livelli distinti, un’elaborazione visiva che si sviluppa lungo i teli come una scrittura frammentata e stratificata. A una visione complessiva e distanziata, i teli si ricompongono in un unico grande lettering: il nome “Joys” emerge in modo chiaro, come un enorme affresco tipografico. Ma è nella fruizione ravvicinata e fisica che l’opera rivela la sua natura più profonda. L’artista invita lo spettatore a entrare nello spazio tra i teli, attraversandoli e camminandoci in mezzo, in un’esperienza immersiva che dissolve la percezione dell’opera come oggetto statico. Questa dimensione partecipativa è fondamentale per Joys: lo spettatore non è solo osservatore, ma parte integrante dell’opera, immerso tra le sue linee e i suoi volumi. Il lettering, che tradizionalmente comunica a distanza, qui si fa ambiente, spazio da abitare, struttura da esplorare. La scomposizione diventa così un invito a perdere e ritrovare il senso, a perdersi dentro le lettere come dentro una città astratta e viva.

SINOSSI:

Joys inizia la sua carriera artistica negli anni Novanta a Padova, nel contesto vibrante della scena dei graffiti. Come molti writers, muove i primi passi scrivendo il proprio nome sui muri e treni, dando forma a un’identità che diventa presto cifra stilistica. Fin dagli esordi, focalizza la sua ricerca sul lettering, esplorando le infinite possibilità espressive delle lettere e trasformandole in strutture dinamiche, complesse e astratte. Il suo stile evolve in una sintesi tra rigore formale e impulso istintivo, dove la parola perde la sua funzione comunicativa per diventare puro segno visivo, un intreccio di volumi e linee che dialogano con lo spazio urbano e lo trasformano.