OVUNQUE PROJECT nasce dall’idea del viaggio come condizione permanente del contemporaneo: movimento, attraversamento, incontro. 

Il progetto prende forma all’interno dell’Interporto di Bologna, luogo emblematicodi transitoetrasformazione, un“non-luogo”chepersua naturaappartieneatutti eanessuno. Unospaziomutevole, dinamico, forestiero, capace di diventare ovunque. 

A guidare la riflessione è una frase di Susan Sontag: 

“Non sono stata ovunque, ma è sulla mia lista.” 

Questa citazione diventa la chiave curatoriale del progetto: il viaggio non come destinazione definitiva, ma come tensione continua verso l’altrove. L’Interporto diventa così metafora di un paesaggio contemporaneo attraversato da vite, merci, storie e possibilità; un crocevia in cui il movimento genera relazioni, immaginari e nuove geografie emotive. 

Un parco logistico è, allo stesso tempo, impulso vitale e struttura razionale: danza incessante di presenze e necessità di ordine, organizzazione, liste. Proprio come ogni viaggio, sospeso tra desiderio e pianificazione, caos e traiettoria. 

All’interno di questo scenario si inseriscono gli interventi di Muz, Rame13, Kiki, Casciu, Edoardo Ettorre, Refreshink e Ypsilon chiamati a dialogare con i casottini individuati come nuclei del progetto.

Le loro opere trasformeranno questi spazi di servizio in punti di attraversamento simbolico, tappe di una narrazione visiva diffusa.