SUOL VENTO:

“Sul Vento” rappresenta il viaggio come un equilibrio tra abbandonarsi a un flusso e guidarlo.
Per questo il soggetto principale è il vento, che gonfia le vele e accompagna le ali, ma che non si può controllare. A rappresentare il vento, ma anche il viaggiatore consapevole, è una nuvola antropomorfa che soffia una folata e con le mani la accompagna, senza stringerla tra le dita, ma sfiorandola coi palmi aperti, con la cura di un amante premuroso.
Questo perché nella visione dell’artista il vento è come una forza trainante che accompagna i viaggiatori, e chi viaggia deve venire a patti con esso e in qualche modo farne le veci scegliendo con che respiro inoltrarsi nel mondo. Infatti l’opera restituisce un messaggio animista, il confine tra umano e vento è assente, tanto che la folata continua per tutte le pareti dell’edificio fino a tornare a formare, una volta tornata sulla prima parete, proprio lo stesso volto di vento che la soffia e la genera.
Cromaticamente l’opera presenta con colori freddi gli elementi ventosi e con colori caldi vari soggetti che rappresentano chi il vento lo sfrutta, lo subisce, lo riceve. Dall’uccello all’aereoplano, dalla barca al camion, questi soggetti sono quelli più “umani” o comunque “terreni”. Infatti sempre per il messaggio animista di cui sopra la nuvola, seppur fredda in quanto elemento ventoso, assume dei toni che sfumano verso i colori caldi nelle parti in cui è antropomorfa. Questo connubio simbolico di toni fa variare le cromie dai viola desaturi del vento, agli elementi cardine che presentano un arancio vivo.
Compositivamente l’opera è ragionata per rivolgere il soffio e le mani accompagnatrici del soggetto principale proprio in favore di chi l’interporto lo vive e si inoltra verso la rotonda.
L’idea che vuole rendere è quella di accompagnare i numerosi viaggiatori che passano al parco logistico in un gesto di cura, di augurio. Le mani rappresentate nell’opera sono esatte riproduzioni di mani esistenti.
La destra alta, controllante, mascolina, che ci porge il dorso, dalle forme più dure, ritrae la mano dell’artista e vuole richiamare raziocinio e logica. La sinistra, bassa, accogliente, femminea, che ci porge il palmo, dalle forme più morbide, ritrae la mano della compagna dell’artista e vuole richiamare istinto ed emozione. Ambo le mani posano assieme come quelle di un solo essere, a simboleggiare che ambo le energie possono mescolarsi in un approccio che sia amorevole ma premuroso, attento ma accogliente, come il viaggiatore consapevole.


YPSILON:

Michele Furia, in arte Ypsilon, è un artista urbano italiano la cui ricerca nasce dall’incontro tra lettering, astrazione geometrica e sperimentazione visiva.
Proveniente dalla cultura del writing, ha sviluppato nel tempo un linguaggio personale che supera la dimensione tipografica tradizionale per trasformarsi in una pratica pittorica capace di dialogare con architettura, spazio pubblico e percezione visiva.
Le sue opere si caratterizzano per un equilibrio rigoroso tra forma e movimento, in cui linee, volumi e strutture modulari costruiscono composizioni dinamiche e immersive. Attraverso l’uso del colore e della geometria, Ypsilon crea interventi che alterano la lettura dello spazio urbano, generando nuove prospettive e tensioni visive tra superficie e profondità.
Attivo in numerosi contesti espositivi e progetti di arte pubblica, ha sviluppato una ricerca coerente che unisce l’energia originaria del graffiti writing a una sensibilità contemporanea vicina all’arte astratta e all’installazione ambientale.
Il suo lavoro riflette sul concetto di trasformazione, ritmo e attraversamento, facendo dello spazio urbano un luogo di continua ridefinizione estetica e narrativa.