



NON LUOGO:
Facendo riferimento al tema del progetto, ho deciso di dare spazio a ciò che è all’antitesi dell’interporto, ovvero la Natura.
Ovunque esistano e quindi, RESISTANO, specie come la Tigre, l’Elefante o l’Orso polare, vuol dire che la nostra Terra è ancora salva. Inutile sottolineare che il periodo che stiamo vivendo sia molto complicato e che tutto il globo sia in crisi, climatica, e non.
Mi son voluta soffermare su animali che stanno perdendo il loro habitat, vorrei che questo messaggio passasse forte : OVUNQUE ci sia ancora la fauna selvatica, vuol dire che siamo “Salvi”.
L’interporto è molto lontano ovviamente da questo concetto, ma essendo inserito così bene nel tessuto urbano, può essere un bel punto di riflessione per le persone che ne usufruiscono o per i visitatori.
EDOARDO ETTORRE:
Edoardo Ettorre è un artista visivo italiano la cui pratica si sviluppa tra pittura, muralismo e ricerca installativa, con particolare attenzione al rapporto tra segno, superficie e spazio urbano. Il suo lavoro nasce dall’osservazione del paesaggio contemporaneo e delle sue trasformazioni, traducendosi in composizioni che intrecciano gesto pittorico, stratificazione materica ed elementi grafici essenziali.
Attraverso un linguaggio visivo sospeso tra astrazione e narrazione, Ettorre costruisce immagini che evocano mappe interiori, architetture emotive e frammenti di memoria collettiva. Le sue opere dialogano costantemente con il contesto che le ospita, trasformando muri e superfici in spazi di attraversamento e relazione. La dimensione urbana diventa così non solo supporto, ma parte integrante del processo creativo.
Negli anni ha preso parte a numerosi progetti espositivi e interventi pubblici, sviluppando una ricerca coerente capace di coniugare tensione poetica e sensibilità contemporanea. La sua pratica artistica si distingue per l’equilibrio tra impulso gestuale e rigore compositivo, dando vita a lavori che interrogano il tema dell’identità, del movimento e della percezione dello spazio.